Tredici casi per un agente speciale, Ornella della Libera

Per presentare i libri di Ornella Della Libera potrei scrivere semplicemente di farli leggere ai ragazzi, perché ai ragazzi interessano. Questo ho sperimentato con mio figlio. Trovò sul sedile dell’auto “Florian del cassonetto” che avevo intenzione di leggere prima di lui, iniziò a leggerlo e disse: “questo mi interessa”. Finito quello, mi chiese i successivi.

Un spinta interna, una relazione autore-lettore passata diretta senza l’intermediazione del genitore e dell’insegnante. Ogni volta che vedo mio figlio con in mano uno dei suoi libri, ho l’impressione che Ornella stia parlando con lui, e lui ne vuole, ancora e ancora.

Non conosco il confine tra la poliziotta scrittrice, l’agente di Polizia nome in codice Blondie, e la realtà dei casi raccontati in questo romanzo e nel successivo, ma è evidente che la trama su cui son posate le parole è reale. E’ la rete delle mille strade di Napoli. E’ la realtà di quel che accade al di là delle pareti di cartone della nostra comoda idea di mondo, se abitiamo dalla parte fortunata del marciapiede.

Perché leggerli

Perché ne abbiamo tutti bisogno

Ne abbiamo bisogno noi adulti, genitori nonni zii insegnanti educatori, per aprire gli occhi su un mondo che forse non abbiamo mai conosciuto, forse ne conosciamo solo alcuni aspetti, forse lo conosciamo bene e abbiamo bisogno di capire cosa farcene di questo sapere, come mettere insieme i pezzi, come usarli per tessere una rete di maturità e protezione intorno ai ragazzi. I ragazzi non si proteggono nascondendoli dal mondo che comunque arriverà a toccarli. Si proteggono dando loro strumenti di conoscenza del mondo stesso.

In questi racconti Ornella Della Libera si occupa di far conoscere il mondo, i suoi lati oscuri e le vie di fuga, le risorse nascoste, i punti di riferimento. D’altra parte è il suo lavoro, di poliziotta, di educatrice e di scrittrice nei tanti incontri con i ragazzi nelle scuole.

Credo però che a passare non siano solo questi suoi ruoli, quanto lo sguardo, la cura e il desiderio profondo di riscatto per i più fragili. L’amore per il prossimo, la possibilità di salvezza e speranza per gli emarginati. Per tutti noi infine. Non c’è parte di questa società che non sia anche nostra, come nostro è un piede, una mano, un organo vitale. Qualcosa che presto o tardi arriva a farsi sentire, per lontano che ci sembri.

Nel tessuto narrativo tredici casi, altri ne “I nuovi casi dell’agente speciale Blondie”, tutti riguardanti bambini e ragazzi. Degrado sociale, bullismo, droga, furto, sexting, pornografia, abuso sui minori, omofobia. I ragazzi di questo vogliono sentire parlare, ne devono sentire parlare. Chi meglio di un’agente di polizia scrittrice può trovare il giusto modo, le giuste parole, ricche di testimonianze dirette, ma anche affettive.

Intrecciata ai 13 casi la storia di Blondie alias Ornella, una delle prime donne poliziotto in Italia, di cui leggiamo le vicende, cariche di emozione, ironia, determinazione. Interessante lo sguardo sull’anno di addestramento per allieve agenti di Polizia. Lo scompiglio creato dalle prime donne arruolate nel corpo, inserite in una struttura organizzativa e mentale maschile dalla notte dei tempi. Traspaiono dai racconti di Blondie il meglio dell’incontro maschile femminile, le difficoltà ma anche le opportunità, i tanti momenti di ilarità, la preziosità di insegnanti di vario grado e titolo che si spendono per crescere una comunità di uomini e donne degni di rappresentare lo Stato.

Sì, mi è piaciuto molto anche questo aspetto: un racconto dal vivo dell’interno del Corpo di Polizia che non scintilla di patocco. Scintilla di preziose piccole e grandi parti che scelgono di dare, illuminare, mettersi a servizio.

Su quelle, lo sguardo e la narrazione si posa e si mostra.

Da lì una via possibile lastricata di salvezza, perdono, speranza.*

*

“Tredici casi per un agente speciale”, Ornella della Libera, Rizzoli

Intervista video a Ornella della Libera, festival Incantautori in città.

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