La strada, Cormac Mc Carthy

Oltre la maestria c’è Cormac McCarthy

Scrive come fosse Dio,
in un tempo indistinto tra la fine e l’inizio dei mondi.
Dio nell’abbacinante scrittura, Dio nell’impassibilità del raccontare il male del mondo.
Solo uno sguardo neutro può essere così impietosamente pietoso.

McCarthy rende testimonianza di un tempo qualunque, sospeso in una miriade di tempi qualunque: uno dei mille modi del possibile.
Terrifico, e Meraviglioso.

Ci vuole coraggio. Io non ne ho sufficiente nemmeno per uscirne, se non dalla parte del finale, che vedo ancora lontano.

Struggente il rapporto padre figlio, così vero. Una scheggia di luce dove nulla s’accende, e non capisci come possa essere, quella luce lì, che non vedi nemmeno. Forse, la senti.

Inusuale il ruolo della madre, così preciso e perfetto in questo racconto, e così vero.
Io farei uguale.

Mai sia detto che consiglio la lettura di questo libro
– arrangiatevi-

*
“La strada”, Cormac McCarthy, Einaudi Super ET

A seguire:

Leggere ” La strada”, essendo donna e madre, tocca corde profondissime e porta a specchiarsi in un lago, cupo, cinereo, desolato e desolante, sterile di vita,
ricco di domande e risposte avare, amare, assolute.

Mi resta difficile andare via da tutto ciò.
Anche mi son resa conto che filtrare lo scritto alla luce del femminile e del materno, foss’anche la mancanza di, lo deruba, ne scippa la bellezza accentrando l’attenzione su di sé, ancora e ancora.

La straordinarietà di questo scenario, non è l’apocalisse, l’abbandono, la cenere e la morte, la mancanza e la violenza.
E’ la delicata, incredibile e inafferrabile bellezza del padre e del figlio, del maschile.
La loro danza claudicante, disperante e resistente, fragile e temperata insieme, la capacità di andare oltre l’incredibile, un passo dietro l’altro, ancora e ancora, andare oltre il nulla, un passo dietro l’altro.

La temeraria resistenza alla totale disperazione.
Il cercare sempre di tenere acceso un lume.

Se c’è un luogo dove è possibile accedere, guardandolo da fuori, al mistero del maschile,
quello spazio sacro dove non arriva nessuna radice del femminile,
e non ci deve arrivare,

è questo.

*

Al link, “La risurrezione del figlio”: la video lectio magistralis che, nell’edizione del KUM! Festival di Ancona del 2018, Massimo Recalcati dedica a “La strada” di Cormac McCarthy.


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