LA COLLINA, Andrea Delogu, Andrea Cedrola

“ Questa storia è ispirata alla mia vita, a quella dei miei genitori e alle tante persone che in questi anni hanno raccontato la loro esperienza permettendoci di scrivere questo romanzo. Rielaborando tutte le loro storie è nata La Collina “ Andrea Delogu.

La Collina è la storia della comunità di S. Patrignano. Ci son caduta dentro per caso.

Ho letto “Dove finiscono le parole, storia semiseria di una dislessica”, storia autobiografica di Andrea Delogu. Nel suo racconto accenna spesso alla collina, comunità di recupero entro cui è nata e vissuta per i primi dieci anni di vita. Finito di leggere il primo libro ho ordinato il secondo, in cui ricostruisce il puzzle del vivere della sua famiglia e della comunità, all’interno di quel contesto speciale. Leggendolo, capivo che i riferimenti alla realtà sono importanti e ben strutturati, ma non riuscivo a inquadrare il tutto nella cornice esatta. Quindi ho cercato video interviste e da lì son venuta a sapere, con grande sorpresa, che la comunità di cui si parla è S. Patrignano, e, seppur romanzate, le vicende raccontate sono frutto di ricostruzione di memorie, fisiche ed emotive, di tanti protagonisti dell’epoca.

Stupore. Non me l’aspettavo e non l’avrei cercato nello specifico, ma ho vaghi ricordi di quei tempi e di quella vicenda, mediata dai racconti dei giornali.

Andrea l’ho seguita con fiducia, da un libro all’altro. Nel libro sulle parole, in quarta di copertina, c’è una sua foto così luminosa e sorridente, da fa venir voglia di leggere i suoi scritti a prescindere. In effetti quella luminosità, quella freschezza bambina, la gioia e la fiducia nel mondo, permeano il suo racconto sulla dislessia, e, seppur in modo differente, questo su La Collina. Se il primo è scritto da lei stessa e in maggior parte nella sua veste di bambina e ragazzina, in questo secondo ha affidato la penna ad Andrea Cedrola. Al suo interno non vi è solo Andrea bambina e il suo sguardo sul mondo, ma tanti protagonisti che han strettamente ruotato attorno al nucleo di S. Patrignano. Eppure, lo sguardo e il tessuto, la scelta narrativa, la percepisco chiaramente ispirata e modellata su Andrea Delogu. Riconosco quella sua particolarità buona e fiduciosa, quel suo investigare per capire, gettare luce. LIBERARE.

Una luce carezzevole, amorevole, morbida. Rispettosa.

E com’altro si poteva scrivere – degnamente – di una pagina di storia così complessa, e tragica.

Andrea Cedrola è riuscito a mettersi a servizio di una storia enorme, a scriverla modellandola sulla richiesta di colei che gliel’ha affidata. Ricerche e interviste per raccogliere questi materiali dalla viva voce dei protagonisti sono durati 3 anni e mezzo.

Non è certo una lettura facile. C’è dentro tanta durezza e avvenimenti difficilissimi da digerire. Sto scrivendo non avendolo ancora finito, man mano avanzo nella lettura mi si strozza qualcosa in gola e penso che non ne scriverò. Per questo mi fermo subito a farlo, in qualche maniera voglio dedicare del tempo a far risuonare questa storia.

Credo sia bene leggerlo per tanti motivi. Uno di questi è eterno: il nero, l’ombra, la violenza, ci abita tutti. Avere la possibilità di conoscere il muoversi delle energie, nostre interne, la nostra possibilità e capacità di diventare qualunque cosa mai immaginata, il becero che ci abita e che a volte prende il sopravvento, è importante. Specchiarci negli altri riconoscendoli esseri umani come noi, è dono. L’intrecciarsi della luce e dell’ombra, della vita e della morte, dell’odio e dell’amore, delle botte e delle carezze, così come hanno tessuto la comunità di S. Patrignano, è la lezione più grande. Le dinamiche del potere nelle comunità, di qualunque tipo, origine, misura.

Hanno edificato una struttura sociale enorme, che si è allargata nel tempo perdendo il nucleo. L’ingrandirsi ha alimentato demoni, del controllo, del potere, dell’agire con più forza di quanto non fosse tollerabile. Come un masso che rotola dalla montagna, alla fine, ha travolto tutto e tutti.

Questi sono gli avvenimenti raccontati. Non perché dalla comunità sia venuto solo buio, ma perché a distanza di tempo tante persone hanno avuto bisogno, e possibilità, di liberare vissuti e ricordi dolorosi e spaventosi. Di mostrarli alla luce, di svelarne i segreti.

Penso a questo momento storico e ringrazio che questa storia sia archiviata nel passato. Non voglio nemmeno immaginare quale violenza di commenti scatenerebbe un libro come questo se il fatto di cronaca fosse odierno. Non vorrei vedere queste memorie, così tenacemente, dolorosamente custodite negli anni, poi rilasciate e donate, non vorrei vederle straziate da ulteriori insulti.

C’è tanta delicatezza in questa retrospettiva dolente. C’è il desiderio di nominare, dando pace. Liberare per lenire. Guardare da lontano per riordinare, ricostruire, collocare per dare ordine, contenimento, misura. E’ un raccontare per riunire memorie, perché non restino isolate e mute a raccontarsi pezzettino per pezzettino, ancora abbandonate a se stesse e invisibili agli occhi del mondo.

Buona cosa che agli odiatori del web non interessi lo storia in nessuna sua parte. Assetati di sangue fresco non han tempo né pazienza, sguardo, dedizione, per ascoltare un racconto che esce dalle pieghe del tempo, viene restituito alla luce per coloro che vorranno dedicargli sguardo, attenzione, energia. Forse per questo, scivola, come dietro le quinte del web, presente, ma invisibile ai più.

Serve uno sguardo delicato, pacato, lo stesso usato per intingere la penna nell’attenzione precisa del raccontare. Così per leggere, farne parte. Non so come dire, bisogna anche esser degni del raccogliere tanta complessa sofferenza.

Dunque… così come mi è arrivato, accolgo e rimando.

Che possiate ascoltare e custodire, con animo quieto e partecipativo, le memorie di tante persone che hanno avuto il bisogno, la possibilità, la benedetta giustizia di dar voce, alla propria storia. Alla storia di una comunità, mosaico di tessere così numerose e sfaccettate, da non poterle cogliere in un unico sguardo, in un banale e affrettato, superfluo giudizio.

*

Lascio due link di video interviste molto belle e interessanti, ai due autori nella prima diretta radio, ad Andrea Delogu nella puntata delle invasioni barbariche

*

“La Collina”, Andrea Delogu, Andrea Cedrola, Fandango Editore.

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