L’11 settembre, Davide Morosinotto

Il ragazzo ieri compiva 9 anni. Avendo devastato casa il giorno innanzi con un party guerrafondaio, il primo giorno del nuovo anno egli si riposò e si dedicò alla lettura di un agile racconto sull’11 Settembre.

Non voglio ora scrivere un raccontino del mulino bianco su quanto siamo bravi noi che leggiamo e quanto geni sono i miei figli. Così non è. Il novenne in oggetto, in fatto di lettura è saldo come una cucurbita sulla sua zolletta di terra, al di là della comfort zone dei suoi fumetti, graphic novel, focus e altri, difficilmente s’allarga.

Infatti questo post non parla di lettura, di scrittori, di genitori, di figli, di geni e di fatti storici. Forse parla della meraviglia che tesse tutto insieme. Stamani pensandoci, ero ancora nel dormiveglia, mi è venuta in mente la “guerrilla bombing gardening” che non ricordavo da tempo: costruire bombe di semi e andare in giro per la città lanciandole nei parchi, nei giardini, ai bordi strada dove un poco di terra s’affaccia al sole. Costruire seed boombs, armare bisacce e terrorizzare il cemento di fiori.

Ieri ho visto fiorire il cemento, ed ero lì che non facevo nulla, guardavo solamente.

Avevo raccontato l’ 11 settembre appena passato ai boys. Ricordi miei, ricordi di altri, significati. Mi ero anche accorta che avvenimenti importanti non ricordo di averli visti, eppure c’ero. Ero davanti alla tv quando cadevano le torri, ma non ricordo di averlo visto in diretta, non ricordo le mie emozioni di quel momento. Quindi ho spiegato ai boys cosa è la perdita di memoria da trauma psicologico, cancellare avvenimenti o parte di essi perché troppo traumatici.

Ieri occhieggiando l’11 settembre in lettura dal novenne, ho visto un disegno che m’ha fatto esclamare: – Ma guarda, quella è l’immagine del profilo facebook di Davide Morosinotto, ecco da dove arriva! – Quindi gliel’ho fatta vedere, a quel punto mi è caduto l’occhio sull’immagine della pagina dopo: Bin Laden.

Bin Laden, mi sono accorta in quel momento, l’ho rimosso dalla memoria. So benissimo chi è e ne ho seguito tutti gli accadimenti, ma nelle tante volte in cui ho raccontato dell’11 settembre ai miei figli non l’ho nominato mai, perché non ne conservavo il ricordo conscio. Settimana scorsa abbiamo parlato di terrorismo e terroristi dell’11 settembre, ma Bin Laden non era emerso.

Dunque ho parlato di questa cosa con piccolo boy e gli ho detto: – Chissà quante cose ho dimenticato, è stato talmente traumatico che non ho idea di cosa ho cancellato dalla memoria. Quando l’hai finito mi racconti cosa c’è scritto così mi ricordo?

E ho aspettato.

Se n’è uscito così:

– Ho finito! –

– Bene, ti è piaciuto?

– Sì. E’ bello perché ci sono molte informazioni che non conoscevo.

Quelle sono le sue esatte parole – le ho segnate -. Dunque un bambino a cui è stato raccontato tanto dell’ 11 settembre, legge un libro di poche pagine, e ne esce soddisfatto per la quantità di nuove informazioni che ne ha tratto.

Poi ha cominciato a raccontarmi, mettendo in chiaro il numero degli aerei, dove sono caduti, dov’era il presidente Bush, chi era Bin Laden, di quanti metri quadri era un solo piano delle torri e quale torre è caduta prima, spiegandomi perché è caduta prima la torre sud che era stata colpita per seconda.

Quindi, per spiegare meglio il concetto a Madreh che stava mangiando una piadina seduta al tavolo, è andato a prendere il gioco “Angry Birds”, che consiste in alcuni mattoni che si mettono in verticale per costruire una torre, una catapulta e degli uccellini di gomma che lì posti vengono lanciati sulle torri per abbatterle.

Ebbene, il boy ieri mi dimostrava la veridicità di quanto letto nel libro, ovvero che se la torre viene colpita più in basso se ne indebolisce la struttura facendola crollare tutta subito , viceversa la torre colpita in alto perde la parte alta ma resta in piedi.

Non so come raccontare sta cosa, del vedere un bambino di 9 anni che grazie a un libro scritto per lui impara tante informazioni sull’ 11 settembre che gli adulti di riferimento non erano stati in grado di fornirgli, poi le spiega ai genitori a voce, e crea una scenografia utilizzando un gioco di uso comune che si adatta perfettamente ai suoi scopi.

Bruno Vespa levati.

Ieri ero seduta a tavola, facevo finta di mangiare una piadina, ma m’incantavo nel vedere fiorire le piastrelle del pavimento.

Classe invertita

Grazie a Davide Morosinotto e a Edizioni EL

*

“L’11 Settembre”, Davide Morosinotto, Edizioni EL, collana “Che storia!”

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