LA FOLLE, IL MATTO, LA ZUPPA DI SASSO

Oggi guardavo gli appunti vari che ho sul tavolo e sui notes. Li metto insieme, mi son detta, vediamo un po’ se vien fuori qualcosa.

Dunque:

Il calderone

La folle

Il patriarcato

Il cerchio

farsi da parte per dare spazio agli altri, a quel che deve manifestarsi senza la nostra presenza.

Il calderone della Dea, rotondo, orizzontale, intorno al calderone la comunità, tutti allo stesso livello, ognuno risorsa per l’altro. No patriarcato, il patriarcato è verticale e non crea comunità, cala dall’alto, impone, ruba.

La Folle, il Matto degli archetipi, il numero zero degli arcani maggiori, lo zero che è cerchio, la fine e l’inizio del viaggio, il verbo della Folle e del Matto che è andare e tornare, il viaggio che è cerchio, andata e ritorno, ripartenza. Lo zero è cerchio il cerchio è calderone lo zero è ilMattolaFolle.

Cerchio, Calderone in cui bolle la pozione, Comunità attorno al calderone, Condivisione, Femminile come coppa che accoglie e nutre, nutrimento

BUM!

BUM! BUM! BUM!

LA ZUPPA DI SASSO!

Amo da sempre la zuppa di sasso, ma di più amo la zuppa di sasso letta da Alfonso.

‘Zuppa di sasso’ è un’opera enigmatica, apre domande e lascia domande. Quando si chiude il libro ci si sente appagati, scaldati, ristorati, in pace col mondo. Allo stesso tempo un pensiero s’insinua nella mente e lì rimane: cosa vuol dire esattamente?

Ecco, di capire cosa significa esattamente non mi interessava, e nemmeno ora m’interessa sapere se ho capito. So solo che oggi seguendo il filo degli elementi sono scesa giù giù e son caduta nel calderone della zuppa di sasso. Proprio lì.

Il lupo della zuppa di sasso è curativo, dolce, materno. È laFolle/IlMatto dei tarocchi, l’androgino, maschile e femminile. In questa storia si presenta fisicamente come maschile e allo stesso tempo esprime gli aspetti di cura e nutrimento del femminile.

Del femminile profondo e luminoso – non del femminile ombra – esercita la capacità di essere presente come elemento alchemico indispensabile a creare legami; allo stesso tempo, del femminile più puro e luminoso – raro – sa farsi da parte, togliersi. Poi andare via, lasciare tutto, riprendere il viaggio.

Della Folle e del Matto è il viaggio, loro sono i verbi andare e tornare. Loro è il fagottino sulle spalle in cui portano saggezza e umanità, da ri-mettere in gioco in nuovi viaggi, in nuove storie, in nuove zuppe di sasso.

VIDEO della zuppa di sasso letta da Alfonso Cuccurullo, on facebook

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Zuppa di sasso”, Anais Vaugelade, Babalibri

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