In CIELO, ma DOVE? Antonella Ossorio, Antonio Ferrara

Di alcuni libri è facile raccontare, son talmente belli che le parole vengon fuori da sole.

In CIELO, ma DOVE?

Lo si sente già dal titolo il carattere interno, la domanda PRECISA del bambino che vuole si risponda esattamente, a sto mistero che non gli si spiega mai: dove va a finire ciò che muore? Dove ESATTAMENTE?

Non posso immaginare di raccontare questo albo separandone l’autrice per il testo, l’illustratore per i disegni, l’editore per organizzazione e struttura. E’ un progetto di suoni, musica, parole, carta, colore. Pareti, grana e spessore, struttura dei tessuti impiegati. Come dirla, questa cosa…

Ho visto una mongolfiera, che è fatta di tessuto, cesto, aria, fuoco propulsivo. Ecco, la mongolfiera che vola in cielo lo è per l’abbraccio e la coordinazione di tutti i suoi elementi. Se togli l’aria, il fuoco, rimane il cesto e metri quadri di tessuto afflosciato. Non è una meraviglia che vola quella lì. A vederla così poi, non riusciresti nemmeno a credere, cosa potrebbe diventare.

Uovonero investe in un prodotto di qualità, alla faccia di tutti gli inginocchiamenti al sistema. Si poteva fare diversamente, tagliando e risparmiando qui e là. Non glien’è fregato di meno di risparmiare. Si lavora per scintillare, diventare traccia e guida luminescente. Altrimenti si può andare a pulire le scale, scintillando al meglio pure quelle.

Il titolo è perfetto, è la voce esatta del bambino e la domanda esatta cui Antonella Ossorio si ferma a dare risposta. E’ un mistero misterioso la morte. Anche e soprattutto per noi grandi, ché, dentro sta testa che abbiamo la risposta esatta non la si trova, inutile cercarla qui.

Ma è proprio la morte il ponte verso il mistero, che possiamo traversare andando verso qualcosa tanto più grande di quanto possiamo comprendere. Allora le parole devono e possono essere sincere, aperte di scenari possibili, esse stesse meravigliate e meraviglianti. Piene di senso silenzioso, di spazi che non sono buchi, di luci che carezzano l’ombra, di immagini che sono la ricchezza del dare nome creando una destinazione possibile, mai definitiva. Misteriosa.

E il cielo si riempie di mille possibili destinazioni. E’ tanto grande che ne abbiamo di spazio da riempire, scenari da creare immaginando. Tutto va bene, purché non sia tabù: scappare, coprire, cancellare, dimenticare, nascondere per non nominare.

I bambini ci chiedono di fermarci a spiegare, nominare il posto delle cose, sinceramente inventare, ipotizzare, sognare. Raccontare una continuità ad ogni storia che ha smesso di andare avanti sulla terra. Direzionare il cammino, trasformarlo, seguirlo da lontano. Allargare la cornice della vita. Questo è il viaggio, dolcissimo, che si apre nel libro.

Ad ogni pagina le immagini regalano come una dimensione a conca, una rotondità che si apre dando profondità. Sembra di essere abbracciati, di cadere dentro quel giardino. La voce silenziosa di Antonio Ferrara si accomoda nel disegno, senza fretta, senza dover tagliare a vivo, buttar giù a secco come nell’ultimo suo “bambini di guerra”, tagliare le parole nel gelo del racconto del femminicidio in “Mia”. Pare quasi un approdo questo: raccontare la morte bella, quella che viene per conto suo, quella che ci puoi stare dentro toccandone i contorni, i tratti, il senso. La tristezza e la dolcezza.

M’è parso lui fosse il giardiniere della casa delle parole di Antonella, che potesse stare là fuori a curare il giardino, che fosse un regalo per lui questa possibilità: disegnare ogni tratto, avvolto di erba e di cielo. Riposare se stesso curando la propria anima, regalarsi un illustrare nuovo, morbido e largo, profondo, senza fretta e senza tempo.

Lenire il pianto con le matite, carezzare con i colori, tratteggiare mondi presenti e altri lasciarli intravedere tra tende di spazio, piani sovrapposti, lievi cancellature. Presenze.

Quanta dolcezza

Ogni volta è come fosse la prima, quindi, mai come questa m’è parso di tenere tra le mani lo sguardo dell’editore, il suo peso e la struttura, la guida che tesse insieme gli elementi, sceglie i tessuti, organizza i colori.

Guardate, come la figura delle due copertine, aperte, prosegue nei risguardi, disegnando un cielo in cui le nuvole, evocate nel loro movimento, scorrono in continuo

movimento

Un ciclo che continua senza mai interrompersi

Mistero Misterioso

*

In CIELO, ma DOVE?, Antonella Ossorio, Antonio Ferrara, uovonero editore

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