I Guerrieri dell’ Arcobaleno, Gabriele Clima

Alcune storie suonano come lo scafo della barca di Mac Adams quando lo batti con la mano. Se non suona bene vuol dire che il lavoro non è fatto bene. Questa storia suona bene, molto molto bene, ed è un piacere ascoltare lo scorrere della mano che carteggiando scrive, lucida, carteggia ancora…

Gabriele Clima racconta di due viaggi narrativi all’interno di questa avventura: la storia vera e la storia immaginata. Leggendolo m’è parso un racconto in cui ben altri piani si intersecano come in una danza, non visibile da vicino. Un intrecciarsi di viaggi, di mondi, di racconti. Una grande balena narrativa, animale totem e origine di tutte le storie che accoglie e trasporta nell’immenso ventre.

La Balena Canta,

dal Suo Canto

si Genera il Mondo

*

E’ il canto della balena il crocevia, in questa storia, della fine e dell’inizio del mondo. Lasciatevi immergere nelle pagine del libro e sarete accompagnati ad ascoltarlo. Arrivati lì chiudete gli occhi e ascoltate tornare, da sotto in su, le memorie. Le vostre, e quelle del mondo. La balena per i nativi americani è custode di memoria, biblioteca viaggiante.

Ho sentito molto, in questo racconto, lo scorrere lento e presente del tempo. Una narrazione che non ha fretta, non si veste di effetti speciali, cartalucida da giocoliere. Uno scrittore che si prende il tempo di scrivere con calma e presenza una storia che va seguita come pasta di pane in lievitazione: temperatura, umidità, delicatezza, attesa. Una pasta concreta, fondamentale e quotidiana.

Interessantissimo questo racconto di un periodo storico – gli anni Settanta – e di un’avventura eroica quanto rivoluzionaria: Greenpeace e l’avventura per fermare gli esperimenti nucleari di Amchitka, la spedizione per salvare le balene, la genesi di un nuovo modo di opporsi alla violenza in maniera concreta. Un intento e un volere di prendersi cura del mondo, che è rotondo, interconnesso, di tutti e riguarda tutti. Tutto custodito in una profezia, che è tempo di incarnare.

E’ per me stupefacente trovare a quest’interno e ben tessuta con il “reale” la dimensione magica, trascendente, ritmica e antica dell’universo. Lasciando ad altri le visioni fumanti, come il vapore che esce di bocca nel freddo del mare di Bering, qui tutto si fa presenza e sostanza. Tutto è parte di un unico tessuto, un codice che identificando il mondo lo genera. C’è Magia nelle corde del mondo, non possiamo fare a meno della bellezza e della sostanza del mondo magico: è nel mistero trascendente di un cimitero d’ossa che troviamo la forza per combattere e dedicare la vita alla rinascita della vita stessa. Vita-Morte-Vita.

Salite dunque, a bordo della Phyllis, portate con voi i vostri bambini e leggete insieme questa storia che è come un canto, un racconto di normalità che diventa presenza eroica, avventura, incanto, cambio di paradigma. Qualcosa per cui valga la pena crescere, andare a letto sognando e alzarsi immaginando: un Sogno dentro al Sogno.

L’orizzonte è lì per tutti.

Ah sì, non vi ho detto nulla dei Guerrieri dell’ Arcobaleno. Ma sono tantissime le cose che non vi ho detto. Sono tutte lì, che vi aspettano, dentro al libro. Anche, linkato sotto la foto di questa nota trovate il podcast dell’intervista all’Autore. Un bellissimo suono e racconto sul racconto, non lasciatevelo scappare.

Alla fine di questa avventura

il bello

è che ci sentiamo un po’ tutti Guerrieri dell’ Arcobaleno.

Così Sia

*

“I guerrieri dell’arcobaleno”, Gabriele Clima, Einaudi Ragazzi

Ascolta l’intervista all’autore su Radio Fahrenheit podcast

*

Aggiornamento del 2 maggio 2019:

Son passati tre mesi da quando abbiam letto a vivavoce questa storia. Stamattina mio figlio, dopo aver insistito tutto il week end perché gli stampassimo materiali che chiede da un po’, se ne andava a scuola con in cartella immagini di baleniere, di greenpeace, della Phillys.
In corner è tornato indietro a prendersi il libro, di cui sono pure gelosa, “Mi raccomando, guarda che ci tengo!”.
Lo so bisognerebbe essere più generosi, ma con i libri tanto amati come si fa…
Sono tanti gli sguardi che non ho scritto nella recensione condivisa in precedenza.
Quando scrivo ho un’immensità di immagini che mi girano sulla testa, lascio scendere, qualcosa entra qualcosa sta fuori.
Di tutto ciò che è rimasto fuori un ricordo in particolare è riemerso vivo, stamani, vedendo mio figlio correre a scuola col suo tesoro in cartella:
” Lo leggevo a viva voce ai nostri figli, in camera prima di dormire. Eravam completamente immersi nel racconto, in silenzio perfetto ascoltavamo le parole raccontare. A un certo punto è entrato in stanza mio marito, si è seduto sull’unica sedia, lo vedevo con la coda dell’occhio. Era lì, in silenzio perfetto e ascolto, seduto sulla sedia di legno, piedi nudi sul pavimento di legno, e io leggevo, tutti ascoltavamo rapiti. Il pavimento ha cominciato ad ondeggiare dolcemente, eravamo tutti sul ponte della Phillys”.
E’ stata un’impressione così vivida che spesso, quando penso ai Guerrieri dell’Arcobaleno, mi si riapre quella finestra e siamo di nuovo tutti lì, sul ponte della barca che ondeggia.
Leggetelo in famiglia.
Non vi posso dire le ore che abbiam poi passato a cercare immagini in internet, video su green peace e baleniere, e il pomeriggio di un mese fa in cui nostro figlio ha disegnato metri di balene e navi. Lui che non disegna mai.

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