Sulla soglia del bosco, Antonio Ferrara

-Sei pronto ad avventurarti nel bosco?

Se hai per le mani questo libro il bosco te lo sei portato a casa. Se apri completamente la copertina e lo metti in verticale, ecco la soglia. Puoi entrare. Se sei titubante, il bosco continuerà a frusciare, foglia per foglia, ramo per ramo. Voce, richiamo, presenza.

Iacopo Bruno ha creato una copertina lussureggiante che è un invito, un’attesa, un passaggio tra i rami e tra i mondi. Difficile resistere a Fermo, ai suoi occhi che chiedono: – Allora, ci vieni?

Ho atteso questo libro giorno a giorno, alla fine me lo sono andata a cercare soglia per soglia, libreria per libreria. Io nel bosco ci volevo entrare, Caspita! Ma immagino ci fosse un motivo nell’attesa, perché il giorno prima ho avuto per le mani “Fratture a legno verde”, libro di poesie di Antonio. Ed ora i due, non li posso separare.

Sto ancora leggendo “Sulla soglia del bosco”. E’ come se all’interno del bosco il fiume sia rosso della materia lavica delle poesie, e la lava fluisce, potente, ininterrotta, come da una frattura della crosta terreste. Una ferita, sempre aperta, divenuta varco, cuore aperto, flusso in eterno divenire. Strada da seguire. Racconto per emozioni. Una voce che non può spegnersi, come lava che prosegue il suo corso. Scalda, brucia, accende.

Una voce che musicando racconta. A partire, sempre, dalle ferite. A scorrere, sempre, verso la guarigione. Luce che filtra dalle fessure, emerge, travolge, incendia. Risana.

Il primo libro che lessi di Antonio, a voce alta ai miei figli, fu VIVAVOCE. Mi stupì moltissimo la facilità con cui la voce prestata al testo usciva dal mio corpo, improntata da chissà cosa. Un fluire morbido, armonioso, colorato, facilitato. Abbiamo letto in seguito altri libri di Antonio, ci sono piaciuti moltissimo e han sempre suonato benissimo. Eppure, proprio quest’ ultimo mi ha ricordato la netta sensazione provata con il primissimo: la voce che esce quasi per caduta, scivolando facilmente, colorandosi di sfumature dense, e lievi. E’ come scoprire il corpo canna armonica: il soffio che entra, esce colorato. E caldo.

Quand’era più piccolo mio figlio ascoltava le letture spesso muovendo la bocca come se avesse l’acquolina. Spero vi sia venuta l’acquolina per questo racconto, e che l’acquolina vi faccia correre in libreria a cercarlo, e il libro in mano vostra cominci a frusciare, a chiamare. E di notte o di giorno arrivi il vostro momento per dire “SI!” al bosco. Entrarci, fare il vostro viaggio.

Questo libro

è un invito ad entrare nel bosco

ché,

a stargli lontano

s’ è perduta la via.

*

“Sulla soglia del bosco”, Antonio Ferrara, Einaudi Ragazzi

Il racconto nasce da una vicenda reale che Antonio ha incrociato in un documentario. Quando la vedemmo ci fu chiaro che questi due non potevano finire sotto i suoi occhi senza che desiderasse scriverne una storia, stupenda. Regalatevi la bellezza, e l’incanto di guardarla.

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