L’amore sconosciuto, Rebecca Stead

Una se vuole smettere di scrivere recensioni non può leggere libri belli. “Questo è l’ultimo giuro”, mi dico sempre, “ la prossima volta piglio un libro brutto e Amen”.

A un certo punto della lettura son saltata sulla sedia e ho deciso che, io che schifo ogni tipo di spoiler, avrei scritto, – giuro !- una recensione costruita attorno a uno spoiler. Avrei scritto solo di quello. Ma non riesco a non tracciare il tanto che c’è intorno, quindi niente, ora mi applico alla materia del districare emozioni, fili, nodi, epifanie, dal gomitolo di emozioni emerso da questo racconto. Pare la mappa della metropolitana di una grande città, un’impresa da tradurre in linea, ma ci provo.

Sono ancora disorientata da questo viaggio, penso fosse nei programmi dell’autrice disorientarci, non farci sentire sicuri di sapere, nemmeno chi siamo. Disorientarci per guidarci verso un orientamento. Sapeva bene lei dove ci stava portando e come, li teneva lei i fili, noi dovevamo abbandonarci al flusso, lasciarci sballottare.

Ho avuto l’impressione di viaggiare sui vagoncini dei giochi del luna park, quelli che ti tieni attaccato alla barra e scuotono in tutte le direzioni. Non violentemente, ma continuamente. Un lungo flusso sempre in leggera sfasatura rispetto alla mia capacità di ancorarmi – capitoli brevi uno via l’altro da punti di vista e tempi differenti – in cui scorrere senza mettersi mai comodi, ché, dopo tre minuti era un altro scarto. Semplice ma inesorabile.

Mi son quindi trovata, adulta, immersa nel mondo adolescente in cui ho passato parte della mia esistenza, di cui non ho capito niente allora e adesso nemmeno, nell’esperienza viva dell’essere adolescente: uno che si cerca e non si trova, non sa chi è e se diventerà, dove sta andando e se si sta muovendo. Nel mentre la vita gli accade e lo forma, lo trasforma. Una vertigine.

Non è un lavoretto che si possa fare part-time, fare l’adolescente. Sarà pure a tempo determinato, ma è totalizzante.

Questo mi ha fatto sperimentare “L’amore adolescente”. Se ti ci vuoi mettere ci entri e diventi davvero l’adolescente, non la madre cinquantenne che fa finta di. Mi ha fatto ricordare l’esperienza, totalmente fisica ed emozionale, a 360 gradi, del danzare a biodanza: se ci vai ci entri, così come sei anche se non sai fare niente e non ti senti adeguato, da dentro ne partecipi. Nessuno sta fuori a guardare.

Un lungo flusso, mai eccessivo, sempre attento, preciso, modulato nella lunghezza e nella profondità, quasi per caso ti trovi in certe pagine a vivere delle vere e proprie epifanie, ci cadi dentro per continuità con le pagine precedenti. Sono inaspettate, ma davvero trascendenti:

– – !!!

Lungo la lettura ho persino pensato che è una gran cosa che gli ado siano spesso lettori svagati, lenti alla lettura, che non abbiano la voracità di lettura dei lettori esperti. Avrei voluto essere l’adolescente svagata che si tiene sul comodino questo libro per mesi, leggendolo a spizzichi e bocconi, lasciando il tempo ad ogni situazione di risuonare dentro. Rimbalzare in echi che si provano in diverse direzioni, prendendosi tutto il tempo e l’ampiezza possibile. Non c’è fretta. Non bisogna averne.

Ho sentito quanto sia trasformatore il tempo, la capacità di stare dentro un racconto, – dentro la vita – una storia che ti sta dentro tanto più non ne corri via, te la gusti a pezzettini.

Ho sentito e ricordato la grande opportunità dell’avere un libro in cui immergersi, una bibbia sul comodino, un libro che è il nostro libro al quale ci rivolgiamo, riavvolgiamo quando abbiamo bisogno di capire, ricordare, trovare aiuto. Sempre lì sul comodino, un punto fermo, una certezza, un ritrovo, una consolazione. Soprattutto, Una Guida.

Una

Questo libro è uno di quelli che può

essere

UNO

*

Immagino e auguro che trovi modo di posarsi sul comodino di moltissimi adolescenti,

e lì rimanga

una zattera e un’ancora

nel mare dell’adolescenza.

*

A sto punto, spiace, ma spazio per spoiler e epifanie non me n’è rimasto, dentro questa pagina perlomeno. Se interessati potete trovarli qui

*

“L’amore sconosciuto”, Rebecca Stead, Terre Di Mezzo Editore, Traduzione Claudia Valentini

3 pensieri riguardo “L’amore sconosciuto, Rebecca Stead

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