I maestri di strada, Vichi De Marchi

I Maestri di Strada li ho incontrati casualmente e seguiti, come “cadendo”, da un libro all’altro. Prima in “Ero cattivo” di Antonio Ferrara, libro che ho adorato. Proseguendo in “Pusher” e parlandone con Antonio che mi spiegò come uno sia la prosecuzione ideale dell’altro, come siano nati l’uno dalla sua esperienza di educatore in casa alloggio per minori, l’altro ispirato dalle storie vere dei Maestri di Strada. – E leggi “Il Principe di Danimarca” -mi disse.

Eseguo.

Il racconto di quel filo narrativo è in questo post

Come nella tela del ragno che collega ogni filo all’altro, m’è capitato di voler leggere ai miei figli vari titoli della collana “Semplicemente Eroi”, e passando di lì reincontrare “I Maestri di Strada” di Vichi De Marchi.

Leggendo a vivavoce le prime pagine, ho provato la sensazione straniante di conoscere i personaggi descritti. Mi parevano vivi, in carne ed ossa. Li avevo conosciuti e letti così tante volte nei libri precedenti, che mi pareva di vederli shiftare dall’uno all’altro: romanzi, che raccontano storie, che sono carne viva di persone passate, presenti, future. Tutto qui e ora. Le sentivo vociare e vedevo spostarsi come avessi per le mani un libro magico di Harry Potter. E’ la prima volta che mi capita una cosa del genere.

Il “conoscere già” è stato, per me lettrice, un valore aggiunto. L’Autrice ha saputo raccontare con sobrietà e ritmo una storia preziosa, dandole accesso bambino. Quello che in “Principe di Danimarca” è scritto per adulti, in questo libro è alla portata di bambini e ragazzi. I miei figli, 8 e 11 anni, l’hanno ascoltato col fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Dell’autrice ho avuto come la sensazione del raccontare con distacco prezioso, un distacco che guarda da una prospettiva non coinvolta e per questo riesce a ordinare tutto con attenzione. Anzi, lo capisco ora, il distacco che ho sentito è “rispetto”. Un rispetto attento a dare voce al giusto. La giusta luce, la giusta prospettiva, la giusta attesa, la giusta cronaca.

Ne esce un libro che arriva dritto al cuore. Forse perché non nasce per volerci entrare ma per mostrare cosa c’è nel cuore di altri, nel cuore di diversi modi, mondi, culture, disavventure.

Ed ora la frase che ogni volta che la scrivo mi sembra di sentire Papa Giovanni XXIII:

– Andate a casa e… leggete questa storia ai vostri bambini.

Già che siete lì,

voi adulti,

leggetele tutte!

*

“I Maestri di Strada”, Vichi De Marchi, Collana Semplicemente Eroi, Einaudi Ragazzi

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