Mucca e la vita, Arianna Papini

Questo albo è tanto IMMENSO che non so da quale parte iniziare a parlarne, e come pensare di poter davvero parlarne. Adotterò la tattica dell’elefante che si mangia a pezzettini, dicono. Quindi proverò, anche se mi pare che no, non ce la farò.

Ho incrociato da poco i libri e le immagini di Arianna Papini, e ne sono rimasta innamorata. Per questo motivo ordino un albo alla volta e mi ci immergo, senza sapere di che parla. “Mucca e la vita” mi ha catturata. Nel senso che ci sono entrata e non più uscita. Infatti scrivo da qui dentro, dal mondo di Mucca.

Ho da subito provato una sensazione nuovissima nella sua potenza: guardandolo mi son sentita trasportare nella me stessa bambina, come una magia, un tappeto volante. Un modo di essere e pensare antecedente a quello di ora, ho capito che potevo lasciare tutto, tutto il bisogno di capire. Potevo scorrere, nelle pagine, lasciandomi trasportare.

Così è. Capisco di entrare in questo mondo sempre più a fondo, sentendomene parte, ogni volta che lo leggo e sfoglio le pagine, come camminando, seguendo Mucca. Pare una banalità, ma questo non è un linguaggio semplice, è un linguaggio primigenio. Mucca ricorda, rumina, alchimizza, restituisce facile il difficilissimo. L’antico nel presente. Tutto qui ed ora.

Mucca ci accoglie in copertina. Immensa e dolce, pronta ad accompagnarci. Non si spazientisce mai, se si ferma, è per attendere. L’impressione, nettissima, è di essere accompagnati da un maestro di semplicità, una consapevolezza grande che abbiamo incontrato sul sentiero e che ci insegna a stare, in paziente attesa e pronta meraviglia,

“ Ah… La Vita…”

Il ritmo dello scorrere di immagini e testo è lento e denso, un passo che aspetta, si ferma, attende ancora. Ma anche una mano che solfeggia, ritma, porta un suono più in là. Si può sentirsi anche spaesati qui dentro, nel dubbio ci si siede. Prima o dopo, qualcosa accadrà.

Abbiamo quindi la pienezza e meraviglia delle illustrazioni di Arianna di cui già si parlò altrove*; abbiamo Mucca, creatura immensa, simbolo di fertilità, abbondanza, generosità, speranza nella vita che sempre si rinnova. Gli occhi di Mucca disegnati da Arianna sono pozzi profondi ed eterni. Sono lì da sempre, e sempre saranno. Confortante viaggiare accanto a lei, ci si sente al sicuro da qualunque, qualunque cosa. La vedete, immensa?

In questo viaggiare, Mucca ci mostra il suo stare al mondo, semplicissimo, efficacissimo. La prima volta che l’ho letto m’è parso di avere per le mani un mantra in forma di libro per bambini. Che meraviglia è?

Un albo principalmente pensato per bambini, bambini malati che trascorrono molto tempo all’interno di ospedali. Credo per loro sia meravigliosamente semplice entrare nel paesaggio di mucca e lasciarsi accompagnare. Ma sento profondamente che lo stesso strumento è possibilità e tenerezza grande anche per i genitori, come una carezza, un respiro donato là dove manca. E per chiunque abbia bisogno di aiuto nei momenti faticosi della vita.

In questi giorni mi son riapparse nei ricordi di facebook 4 righe scritte in una notte d’ansia che non scorderò mai, tra le tante. Provavo una preoccupazione tale per mio figlio, che al sol pensarci mi sento ancora stringere il cuore in una morsa d’acciaio. Fu così devastante quel momento che alla fine vidi pure la luce:

“ Ci son cose così nere che se le scuoti un attimo

si frangono di pura luce

ché

il punto più buio della notte

è precedente l’alba “

Quando ho letto Mucca la prima volta ho pensato a quanto mi sarebbe stato utile questo mantra immaginifico, questa meditazione guidata, questo strumento prezioso in quei momenti orrendi. Da seguire senza pensare, passo passo, con calma, affidandomi, nei tanti momenti di ansia e preoccupazione. E ancora lo penso e lo comprerò per questo.

Credo sia uno strumento fantastico da tenere sul comodino, pronto all’uso per quelle notti in cui tutto dovrebbe riposare e invece la paura risale e si fa forte. E’ nel buio della notte, spesso, che le paure ci assalgono e montano, ingigantiscono, e davvero possiamo in totale autonomia arrivare a dipingere scenari così neri da mozzare il fiato al futuro. Con talismani come questo potremmo aiutarci ad addomesticare l’ansia, darle un po’ d’erba da mangiare e un posto dove riposare. Tranquillizzarla, aspettare a vedere che succede. Tutto passa, guarda… tutto cambia.

Ché, il percorso più lungo, di attraversare tutto il buio per vederlo frangersi in luce, non è consigliabile manco per scherzare. La chiamano consapevolezza, poi, ma chisenefrega.

Siamo arrivati dunque all’aprire Mucca per sedare le ansie della notte. Benissimo. Però, ve lo devo dire: di giorno, sotto un raggio di sole, riapritelo. Le immagini e le pagine di Arianna sono densità pura di colore e meraviglia, di notte guidano, ma al buio il colore è ovattato. Di giorno, inondate di luce, vibrano di vita. Come il sorriso di Arianna, che sorride sempre. Avrò visto 20 foto sue: sorride in tutte e 25.

Grande Grande Arianna. Non ci sarà mai modo di descrivere ciò che dentro questo albo hai mostrato.

Grazie

*

Mucca e la vita”, Arianna Papini, premio Andersen 2018, Pacini Editore e Ospedale Pediatrico Meyer

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