DARK WEB, Sara Magnoli

DARK WEB è un romanzo che colpisce al primo sguardo, per titolo e copertina. A corredo la scritta “ PELLEDOCA”, il nome della casa editrice come sigillo e anticipo della narrazione.

Molto bello il progetto grafico e il corpo libro nel suo insieme. Bellissimo anche l’aspetto della sovracopertina che gioca a specchio con la copertina, paiono rappresentare le due facce opposte e complementari del web: la bianca e la nera, i ragazzi nel mezzo. Quasi catartico l’aspetto della ragazza ritratta di spalle, non mostrata in viso. Una cura ulteriore, una promessa, una salvezza. A volte, l’ultima.

Sara Magnoli, giornalista e scrittrice, si è avvalsa di un nutrito supporto tecnico per tratteggiare con precisione le dinamiche del DARK WEB e dei suoi abitanti: i signori oscuri del web e le loro vittime, bambini e ragazzi di varie età. Nei ringraziamenti a fine romanzo cita operatori del tribunale dei minori, della polizia postale, informatiche forensi e psicoterapeute dell’infanzia.

La narrazione a cui ha dato vita è in tutto e per tutto realistica, è il dietro le quinte di tanti fatti di cronaca di cui leggiamo da anni e che si ripetono in misura tanto maggiore quanto il silenzio che li avvolge. Stiamo parlando della parte nera del web, quella profonda e nascosta, quella che quasi mai viene rivelata dalle vittime, quella che spesso ci circonda e di cui non abbiamo la minima percezione cosciente.

I destinatari di questo racconto siamo tutti noi. Come fascia d’età iniziale s’immagina dalla seconda media in avanti, la prima media possibilmente accompagnata. Ma se gli undicenni sono esposti al DARK WEB è certo meglio che si espongano prima al libro, non sarà questo a far loro male. Perfetto anche per la fascia d’età delle superiori. Più si alza l’età di lettura più si ha la capacità di aprirsi allo sguardo della rete, sentir vibrare i sottotesti e capire la profondità e la realtà del pericolo del mondo che mostra.

I destinatari sono certamente i ragazzi, non da meno i genitori e gli educatori di ogni settore. Per quanto riguarda gli adulti, diventa per noi importante conoscere il mondo a cui sono esposti i figli nostri e altrui. E’ talmente difficile scovarli quando si perdono, che l’alert alla dimensione non detta che li circonda deve essere acceso. Un antifurto, non dobbiamo permettere che rubino il loro corpo e la loro anima. Perché è questo che accade: si perdono e vengono intrappolati nella tela senza più saper tornare. Vengono risucchiati, depredati. Dobbiamo imparare a percepire, drizzare le orecchie, avere un’idea di ciò che è possibile, – il contrario di impossibile – metterci in viaggio verso la tela. Se la conosci, più facilmente la riconosci.

Da adulti possiamo venir toccati o tirati dentro quel mondo, sia perché ci cadono i nostri cari, sia perché ad ogni età è possibile cadere preda dei Signori e delle Signore Oscure dentro e fuori dal web. Un altro aspetto è aprire gli occhi a tutto campo: evidentemente gli adulti adescatori e malviventi sono in tal nutrito numero che possono essere tra noi, se non siamo noi.

Per quanto riguarda i più giovani, sappiamo quanto sia nell’ordine naturale delle cose che i ragazzi in crescita si distanzino ostinatamente dai genitori. I nostri figli difficilmente si confideranno con noi in caso di pericolo. E peggio gliene capita più difficile sarà per loro aprirsi a noi, chiederci comprensione e aiuto. Il non chiedere aiuto ai genitori è fisiologico, bisogna che ce ne facciamo una ragione. Basti pensare cosa non raccontavamo noi ai nostri, di genitori. Mettiamogli accanto qualcosa in tempi di buona, ma non sediamoci sugli allori ad aspettarli.

Un libro come questo può essere ponte per parlare con loro dell’oscurità e del pericolo del mondo. Anche, diventa strumento fine a se stesso quando letto da loro, qualcosa che rimanga dentro e li guidi quando noi non ci siamo, quando non ci fanno entrare nei loro mondi. Una zavorra, un riferimento, un filo in sospensione che si metta a vibrare come campanello d’allarme nel momento dovessero trovarsi, i ragazzi, nella situazione descritta qui dentro. Avere qualche chance in più, intuizione di salvezza, sassi di Pollicino per tornare a casa prima che sia troppo tardi.

Questo libro mette in chiaro il mondo del DARK WEB, di cui già sappiamo nei suoi effetti visibili da diversi casi di cronaca relativi a ragazzi adescati in rete. A volte ci raggiunge la notizia del loro suicidio per vergogna e disperazione. DARK WEB è la parte nera del web, la più profonda e meno tracciabile, nascosta, la tana dei delinquenti. E’ in quell’ambito che si muove il peggio della rete. Lì la vendita di droga, armi, organi umani, lì la pedopornografia e il sexting. In ogni caso, video foto e altro, tutto materiale oggetto di reato. I nostri figli hanno la strada spianata per arrivarci, in discesa senza attrito.

La grande spinta che il lockdown ha dato all’uso del web da parte di bambini e ragazzi, ha da una parte il valore salvifico di tenerli agganciati alla vita, alla scuola, alla socialità e a un mondo che va avanti anche quando qualche sua parte si ferma. Dall’altra, inutile nasconderlo, una possibilità di accesso alle zone nere del web come mai prima d’ora. Va detto con chiarezza che questa nuova era è stata salutata prontamente e felicemente da chi nel web si apposta per tessere trappole ai più giovani e fragili.

La scrittura del romanzo m’è parsa chiara, filiforme mi vien da dire. Tiene in sospensione come su un filo e ti fa avanzare passo passo, inesorabilmente, dall’inizio alla fine. E’ per certi versi neutra, testimoniale.

In qualche modo, mantenendo la forma della scrittura in chiaro, quella che emerge è la trama. In questo preciso caso, quando parliamo di trama, stiamo parlando esattamente di trama e ordito dei signori oscuri del web: la rete dei ragni. Svuotando la scrittura da tutto ciò che non serve, è come si fosse svuotato un bacino d’acqua dall’acqua stessa. Quel che emerge alla vista, è ciò che sta sul fondo. Quel che si nascondeva là sotto ora è in superficie, visibile a tutti.La trama. La rete. I ragni, le vittime intrappolate.

In questa forma chiara e orizzontale ai nostri occhi, si svolge tutta la vicenda. Gli anfratti bui e i ragni nascosti nelle tane non lo sono per noi che li vediamo chiaramente, al di qua della narrazione di cui loro sono all’oscuro. E’ il rovesciamento della dinamica: il DARK WEB alla luce, noi che leggiamo nell’ombra.

Vediamo una serie di personaggi delineati tutti sotto la stessa luce, sullo stesso piano, ovunque essi siano. In questo modo la trama del DARK WEB è svelata. Come andrà a finire, questa vicenda angosciante?

DARK WEB, Sara Magnoli, Pelledoca Editore, Thriller Noir e Mistero per ragazzi

Oriana Picceni di Spinginuvole intervista in video Sara Magnoli e insieme presentano Dark We

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